Cosa pagherai in futuro
Aprire costa poco (spesso zero). Le spese vere arrivano dopo: tasse, contributi e gestione. Ecco le voci principali.
Le voci di spesa
Imposte sui redditi
Forfettario: 5% o 15% sul reddito imponibile. Ordinario: IRPEF a scaglioni (23–43%) più addizionali.
Contributi previdenziali
La voce spesso più pesante. Gestione Separata ~24–26% del reddito; artigiani/commercianti hanno un fisso annuo (~4.400–4.500 €) più una quota sull'eccedenza.
Commercialista o gestionale
Un forfettario spende indicativamente 300–800 € l'anno; un gestionale online costa meno ma richiede più autonomia.
Fatturazione elettronica
Il portale dell'Agenzia è gratuito; i software a pagamento partono da poche decine di euro l'anno.
Diritto camerale (imprese)
Le imprese iscritte alla Camera di Commercio pagano un diritto annuale (indicativamente da ~44 € più eventuali maggiorazioni). I professionisti non lo pagano.
INAIL (se previsto)
Artigiani e alcune attività rischiose versano il premio assicurativo INAIL contro gli infortuni.
Gli acconti: le tasse che paghi in anticipo
Oltre al saldo dell'anno chiuso, versi un acconto per l'anno in corso: in pratica anticipi le tasse future.
Primo anno: leggero
Il primo anno non versi acconti (l'anno prima non avevi imposte): paghi solo quando arriva il saldo.
Secondo anno: doppio
Arrivano insieme il saldo del primo anno e l'acconto del secondo: l'uscita per il fisco può quasi raddoppiare. Accantona per tempo.
Quando si paga
Imposte e contributi non si pagano il mese dopo: seguono il calendario fiscale, con acconti e saldo.
Saldo dell'anno precedente + primo acconto dell'anno in corso.
Secondo acconto dell'anno in corso.