Quando NON serve la partita IVA
Non sempre serve. Per capirlo conta come lavori, non quanto guadagni.
Mini-test: mi serve la partita IVA?
Quattro domande. Ricorda: conta come lavori, non quanto guadagni.
Rispondi a tutte le domande per vedere il risultato.
Come funziona la prestazione occasionale
La ricevuta occasionale
Emetti una ricevuta senza partita IVA. Se il cliente è un'azienda o un professionista applica la ritenuta d'acconto del 20%; il compenso va poi tassato con l'IRPEF in dichiarazione (redditi diversi).
La soglia dei 5.000 € (da sfatare)
Non significa «sotto 5.000 € niente tasse o niente partita IVA». È il limite dei CONTRIBUTI: oltre 5.000 € l'anno ti iscrivi alla Gestione Separata INPS e versi i contributi sulla parte eccedente. Tasse (IRPEF) e ritenuta del 20% valgono comunque.
Quando invece serve comunque
Se lavori con regolarità, hai clienti fissi, ti organizzi come un'attività o fatturi in modo continuativo: la partita IVA serve, a prescindere dall'importo.
Altri casi in cui non serve
Vendita occasionale di beni usati
Vendere i propri oggetti usati senza scopo di lucro abituale (non la rivendita sistematica).
Libretto Famiglia / PrestO
Il contratto di prestazione occasionale per piccoli lavori entro limiti annui: un canale diverso, con regole proprie.
Diritti d'autore
I compensi per diritto d'autore hanno un regime proprio e spesso non richiedono la partita IVA.
Affitti
Affittare un immobile è reddito fondiario (anche con cedolare secca), non attività d'impresa: niente partita IVA.